La legge 7 dicembre 2000 n. 383, che disciplina le associazioni di promozione sociale, considera tali quelle “costituite al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati”.
Si costituiscono con atto scritto, il quale deve contenere specifici elementi quali: la denominazione, l’oggetto sociale, l’assenza di fine lucrativo, la rappresentanza legale , l’obbligo di reinvestimento degli eventuali avanzi, la democraticità della struttura, ecc.;

Si sostengono con: 

  • contributi degli aderenti o di privati 

  • contributi dello Stato, di enti pubblici od organismi internazionali 

  • donazioni e lasciti testamentari 

  • rimborsi derivanti da convenzioni 

  • proventi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi agli associati ed a terzi (anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria, e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali) 

  • iniziative promozionali finalizzate al finanziamento dell’attività istituzionale. 

Si sottolinea che non possono essere considerate APS le organizzazioni sindacali, i partiti politici, ed in genere tutte quelle associazioni che pongono limitazioni discriminanti all’ingresso di nuovi soci. Sono inoltre escluse le organizzazioni di volontariato iscritte nel relativo registro regionale.

Le A.P.S. “a carattere nazionale” (che svolgono, cioè, attività in almeno cinque regioni e 20 province del territorio nazionale) devono iscriversi in uno specifico registro nazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Sociali.

Le A.P.S., a carattere regionale o provinciale, devono iscriversi nei registri istituiti dalle Regioni e dalle Province autonome.

Contro i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e contro i provvedimenti di cancellazione nei registri è ammesso ricorso in via amministrativa.